Biblioteca,
patrimonio librario e archivistico


Manoscritti, incunaboli, carteggi

Fondo Visconti di San Vito


La donazione alla biblioteca sociale del fondo Visconti di San Vito, avvenuta nella primavera del 1912, veniva riportata negli Atti della Società Storica Lombarda con un'annotazione del presidente Francesco Novati, che, sottolineandone con giustificata soddisfazione l’importanza, annunciava la perdita di «quell’elettissima» figura di patrizio milanese, socio fondatore, segretario e, dal 1900, vicepresidente della Società Storica Lombarda, Carlo Visconti legò con disposizione testamentaria tutti i suoi volumi e fascicoli di argomento milanese e precisamente tutti quelli che sono elencati a schede nei due cataloghi che stanno nel mobile vecchio posto nel mio studio [....].Una collezione di circa tremila fra volumi ed opuscoli che tutti riflettono ed illustrano la storia cittadina.

Il lascito pervenne alla Società a seguito dell’interessamento dei figli Roberto ed Ermes e del dott. Francesco Sommi Picenardi e comprendeva il relativo schedario manoscritto, che ha costituito - fino all’attuale catalogazione informatica - l'unico strumento di consultazione. Il fondo costituito da ca. 2500 titoli riguarda la storia di Milano. L’argomento storico è, quindi, prevalente, anche se non mancano testi di letteratura (molti dei quali in dialetto milanese), di religione (in prevalenza testi di liturgia ambrosiana e atti di sinodi diocesani), di storia dell’arte (storie di chiese, di palazzi, e di monumenti, ma anche cataloghi di gallerie e guide), di araldica, di genealogia e di giurisprudenza (leggi, statuti, regolamenti, codici relativi alla municipalità, ma anche a particolari congregazioni religiose, confraternite o paratici). La maggior parte dei testi risale al XIX secolo anche se un nucleo consistente di essi è formato da testi antichi: il censimento ha evidenziato l’attuale presenza di una trentina di manoscritti, 4 incunaboli e 88 cinquecentine.

Particolare menzione meritano gli opuscoli e i libretti musicali per rappresentazioni sceniche come melodrammi e cantate. Sono opere in genere a carattere minore, di piccolo e medio formato, stampate su carta di modesta qualità con caratteri talvolta poco nitidi, ma che costituiscono un patrimonio essenziale per conoscere molteplici aspetti della storia locale: matrimoni, esequie, commemorazioni, feste ed esposizioni, entrate solenni, dazi e imposte, epidemie, asili, ospedali e istituti in genere.

Il marchese Carlo Ermes Visconti di San Vito (1834-1911) fu consigliere comunale e assessore per l’istruzione nonché presidente del Museo artistico municipale e uno dei fondatori dei Museo civico del Risorgimento. Uomo assai colto, ricoprì varie cariche di rilievo: fu presidente della Giuria per il concorso internazionale per la facciata del Duomo (1886) e vicepresidente per il concorso per le formelle bronzee del portale centrale della Cattedrale (1894).

 
 

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