Le piccole patrie del Settecento:
Ducato di Milano

L’idea alla base del progetto, che qui si presenta tra le iniziative della Società Storica Lombarda in corso di attuazione, è ora accessibile online: si tratta di un work in progress, di cui sono ora visibili i primi risultati, destinato ad essere, nel corso del prossimo anno, implementato e suscettibile di integrazioni anche in futuro.

Si intende offrire, attraverso la suggestione e la potenza dell’immagine, in riproduzione digitale, una rappresentazione/affresco del Ducato di Milano lungo il corso del Settecento nelle più emblematiche espressioni e nelle variegate sfaccettature della sua complessità. Si cercherà di ‘ritrarlo’ nello scorrere della vita quotidiana, nello sviluppo dei costumi, delle istituzioni, nelle arti e nei mestieri, nelle professioni, nella vivacità culturale, espressa dalla diffusione delle idee illuministiche e dai protagonisti di una feconda stagione di progresso, e, con peso assolutamente non trascurabile, dalle rinnovate istituzioni universitarie lombarde. Uno sguardo particolare sarà rivolto al territorio, colto nel rinnovamento architettonico e urbanistico milanese, e in vedute di altri paesaggi lombardi, che saranno messe a disposizione man mano che il progetto si andrà realizzando.
La successione di immagini si snoda in sezioni a loro volta suddivise in sottosezioni e percorsi collegati tra loro, in una prospettiva dinamica dei personaggi, dei fatti, degli eventi rappresentati. I percorsi hanno fondamentalmente uno scopo divulgativo, mirano a far conoscere al maggior numero possibile di fruitori, non solo agli appassionati della nostra storia lombarda, la straordinaria varietà delle manifestazioni di un secolo che ha visto in Milano e nel suo territorio uno dei centri vitali di un’Europa ‘lanciata verso il progresso’.

Il progetto, promosso a cura della sottoscritta, presentato e approvato dalla Giunta degli Studi Storici, si svolge congiuntamente con la Deputazione di Storia Patria delle Province Parmensi e la Deputazione di Storia Patria per le Antiche Provincie Modenesi, che svilupperanno per le loro aree analoghe ricerche, con riferimento ai ducati ‘padani’ (Parma, Piacenza e Guastalla, Modena), colti, attraverso la forza rievocativa dell’immagine, nello stesso arco cronologico.
Ha ricevuto sino a questo momento il patrocinio e la collaborazione del Centro per la storia dell’Università di Pavia, della Società pavese di storia patria, della Fondazione IRCCS Ca' Granda Ospedale Maggiore Policlinico, del Sistema Museale di Pavia, della Collezione Bertarelli del Castello Sforzesco.

Sono coinvolti e vi collaborano attivamente i componenti di un comitato scientifico , fatto di esperti appassionati di storia lombarda. A ciascuno di loro va il mio ringraziamento più sincero. Sono (in ordine alfabetico), oltre alla sottoscritta, Alessia Alberti, Gianpaolo Angelini, Adele Buratti Mazzotta, Marina Bonomelli, Claudia Bussolino, Maria Canella, Carlo Capra, Marina Cavallera, Alessandro Corsi, Luisa Erba, Romain Iliou, Paolo Galimberti, Maria Carla Garbarino, Giulia Magliola, Paolo Mazzarello, Marino Viganò, Agnese Visconti.

Al centro è un secolo, il Settecento, illustrato attraverso una serie multiforme di flash, che, lungo il suo corso, vede il succedersi di molti eventi, tanto politici quanto sociali, culturali, economici, e un progresso, senza dubbio accelerato nella seconda metà del secolo, grazie alla spinta illuministica diffusa nell’ambito territoriale dei tre Ducati, come, del resto, in molte altre ‘piccole patrie’ dell’area italiana.
Al di là del concetto per così dire identitario di ‘piccole patrie’, che potrebbe indurre a vedere il Ducato di Milano come una monade, l’obiettivo è anche quello di collocare le realtà settecentesche considerate in un più vasto quadro geografico e culturale aprendo una ‘finestra’, ove possibile, sul mondo europeo settecentesco nel multiforme comporsi delle reciproche sfere di influenza, del tutto presenti e documentabili nei fitti contatti non solo epistolari, nei viaggi, nelle traduzioni in italiano di opere straniere, di opere italiane nelle lingue europee, nel sorgere di riviste ispirate da periodici esteri: ho indicato solo alcune delle vie attraverso le quali il Ducato di Milano conquista uno ‘spazio’ visibile nel cuore dell’Europa.

La speranza è di giungere a un tangibile risultato, con il concorso di tutti i volonterosi.


Maria Gigliola di Renzo Villata















Bibliografia

 

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