Biblioteca,
patrimonio librario e archivistico


Manoscritti, incunaboli, carteggi

Fondo Motta


Nel giugno 1905 Emilio Motta donò alla biblioteca sociale un pregevole fondo librario di storia lombarda. Esso venne presentato al Consiglio di Presidenza in un documento manoscritto in cui erano elencati i volumi e gli opuscoli da lui ceduti. In tutto circa 220 edizioni prevalentemente tardo-ottocentesche anche se non manca qualche opera del 600 e del 700. Il fondo riguarda la storia e la cultura lombarda: testi letterari, biografici (relativi a personaggi storici) o monografici (riguardanti monumenti di Milano e di altre località). In questo elenco figurano anche opere in francese e in tedesco.

L’ingegnere ticinese Emilio Motta (1855-1920), bibliotecario, bibliografo e storico, fu membro di numerosi istituti scientifici e vicepresidente della Società Storica Lombarda dal 1916 al 1920, nonché presidente della Società Storica Comense e vicepresidente della Regia Deputazione di storia patria per le antiche provincie e la Lombardia. In qualità di bibliotecario, nel 1885 fu chiamato dal principe Gian Giacomo Trivulzio a reggere l’ufficio di conservatore della Biblioteca Trivulziana resosi vacante dopo la morte del conte Giulio Porro Lambertenghi. Come bibliografo, diresse, fra l’altro, dal 1886 la pubblicazione del Bollettino di bibliografia storica lombarda. Come storico, illustrò con numerosi studi di storia e cultura soprattutto il Canton Ticino, fondando nel 1879 il Bollettino storico della Svizzera Italiana. Poi, i suoi interessi si allargarono verso tematiche di storia dell’arte, di storia della tipografia e di numismatica, che lo portarono a produrre numerosi saggi che vennero pubblicati nell’Archivio Storico Comense e nell’Archivio Storico Lombardo.

 
 

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