Biblioteca,
patrimonio librario e archivistico


Manoscritti, incunaboli, carteggi

Dono Casati


Su suggerimento di Francesco Novati (VX), Casati acquistò a Ginevra i quattro volumi manoscritti delle Mémoires pour servir à l’histoire de ma vie di Giuseppe Gorani (1740-1819), autore di scritti politici, “uomo inquieto, dalla molte passioni, figlio del suo secolo”, come lo definì Casati. Giuseppe Gorani, che dapprima si dimostrò favorevole al dispotismo illuminato e alla riforme di Maria Teresa d’Austria (Il vero dispotismo, 1770), successivamente ne divenne aspro critico, come lui stesso ha evidenziato nella sua opera più famosa Mémoires secrets et critiques des cours, des gouvernemens et des moeurs des principaux états d’Italie pubblicata nel 1793. Convertitosi alle idee rivoluzionarie, si stabilì a Parigi dove ebbe la cittadinanza francese. Infine, dal 1796 visse a Ginevra dove morì.

Nel 1913 le Memorie inedite del Gorani vennero donate da Casati alla Società Storica Lombarda con l’intento di curarne l’edizione a stampa. In precedenza erano noti solo alcuni episodi frammentari pubblicati dallo storico Marc Monnier nell’opera Revue des deux mondes del 1874. I primi tre volumi dell’edizione a cura di Casati vennero stampati tra il 1936 e il 1942. Essi hanno il titolo in italiano, anche se il testo è quello originario in francese: Memorie di giovinezza e di guerra (1740-1763), Corti e paesi (1764-1766) e Dal dispotismo illuminato alla rivoluzione (1767-1791). Nel 1998 nella collana "Economia e Società in Lombardia dall’età delle riforme alla grande crisi" è stato pubblicato il quarto e ultimo volume, dal titolo Dalla Rivoluzione al volontario esilio (1792-1811), rimasto per lungo tempo inedito. Il fondo, materialmente pervenuto alla biblioteca sociale nel 1955, comprende anche altre opere del Gorani: il manoscritto Voyage de madame X… dans son auberge e l’edizione parigina delle Recherches sur la science du gouvernement del 1792. Del lascito Casati faceva parte il celebre manoscritto delle cronache di Arnolfo e di Landolfo. Questo prezioso codice del XIV secolo, già conservato nella Biblioteca del Capitolo Metropolitano di Milano, di cui si erano perse le tracce a partire dalla fine del ‘700, fu ritrovato a Londra da Casati che lo acquistò per farne dono nel 1913 alla Società Storica Lombarda. Purtroppo, questo manoscritto, che fino a una ventina d’anni fa si trovava nella biblioteca sociale, è oggi presente alla Biblioteca della Beinecke Yale University.

Il senatore e ministro conte Alessandro Casati (1884-1955) divenne socio della Società Storica Lombarda nel 1906, ne fu consigliere dal 1916 e presidente dal 1952 al 1955. Letterato e uomo politico (interventista nella prima guerra mondiale, tenente colonnello per meriti di guerra, avversario accanito del fascismo, Ministro della Pubblica Istruzione e della Guerra), era un appassionato cultore e profondo conoscitore di studi storici. Fondatore della rivista modernista Il Rinnovamento e accostatosi poi alla concezione crociana della storiografia come storia di libertà egli pubblicò numerosi studi. Attiva fu, a questo proposito, la sua collaborazione con l’Archivio Storico Lombardo.

 
 

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